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In ogni suo lavoro, le macro tematiche affrontate dalla sua ricerca, sono evidenti e direi quasi esibiti i gesti che materialmente l'hanno generato.

Le superfici dei dipinti sono rugose, spesse, solcate e segnate da nervature e comunicano tutta la potenza e la forza che costringono e piegano l'artista in un impegno che si fa fisico nel gesto creativo.

Il linguaggio parlato con perfetta padronanza da Claudia Vatteroni è espressionista, si avvale di colori spesso violenti e disturbanti, di linee spezzate, di contorni volutamente spessi, ed è usato dall'artista per esasperare e scarnificare il dato reale e figurativo e renderlo espressione di forza creativa.

L'artista usa la pittura come una specie di scandaglio dell'anima per approdare ad una più intima e consapevole conoscenza di sé.

In questa concezione se vogliamo anche ironica e tagliente dell'arte, passioni, desideri, aspirazioni e considerazioni sociali vengono quasi liberati e si esprimono nel modo più spontaneo e diretto possibile, contro ogni schema formale o regola compositiva, il tutto senza mai perdere di vista il piacere di dipingere.
claudia vatteroni


Con la serie «staccare la spina», «metropilis» e «lavorare stanca», la dimensione intima e soggettiva si apre alla visione sociale e ci racconta una città piena di contraddizioni, di spazi negati, di possibilità non concesse, di diritti negati e al contempo il bisogno di cambiamento.

Diletta Biondani